Logica vorrebbe...
Mi capita di dover preparare dei documenti. Delle fatture, in questo specifico caso. Poiche' me ne occupo da poco, le preparo e quindi le passo al mio Capo, che deve provvedere a controllarle. Questo e' accaduto ieri.
Ho lasciato sulla scrivania del Capo le 10 fatture, ognuna con allegati i propri documenti di riferimento e la busta precompilata per la spedizione. Logica vorrebbe che il Capo provveda a controllarle tutte e poi me le ripassi da imbustare e spedire. Ma si sa, la Logica non e' di tutti. Questo spiega perche', con intervalli random, durante la mattinata il Capo sia apparso sulla soglia del mio ufficio 10 volte. E ogni volta mi abbia consegnato una delle suddette fatture dicendo "Questa va bene, la puo' spedire".... Non c'e' da meravigliarsi che il Capo si meravigli della mia reazione. Che consiste nel dire "Va bene" e nell'appoggiare la fattura (con busta e documenti allegati) sulla mia scrivania. Perche' io so che ne devono arrivare ancora 10-n dove n e' il numero di fatture che gia' mi ha consegnato. O dovrei forse ogni volta interrompermi, imbustare la lettera, chiudere la busta, affrancarla, alzarmi e portarla alla casetta "Posta OUT" che c'e' all'ingresso? Secondo il Capo, si, dovrei fare cosi'. E si meraviglia che non lo faccia. Mah....
Il concerto del Primo Maggio andra' in onda in differita
Cosi' leggo su repubblica.it:
Il concerto del primo maggio non andrà in onda in diretta ma in differita di circa un'ora. La decisione è stata presa sulla base di una raccomandazione al direttore generale voluta dal consigliere Angelo Maria Petroni. E' la prima volta che il concerto del primo maggio non viene trasmesso in diretta. La richiesta, a quanto si apprende, è stata fatta da Petroni affinché la trasmissione con la ripresa del concerto, in onda su Raitre, non si trasformi in una "manifestazione politica".
Aquiloni
Immagina un agriturismo, diciamo verso mantova.
Una giornata di sole, il maneggio, una gita alla palude, qualcuno resta a prendere il sole, teli di juta stesi sul prato.
C'e' caldo, un po' di vento, un po' di vino del contadino.
E qualcuno ha portato i figli.
Tre.
Una ragazzina, e due bimbi.
E un aquilone. Rosso, bello, un aeroplano, con coda attorcigliata. Sembra il Barone Rosso alla ricerca di nemici.
Il bimbo, quello piu' piccolo, vestito in jeans, alto un metro e uno schioppo, prende il filo dell'aquilone, il vento e' promettente, l'aquilone vola e tutti gli corrono attorno e il bimbo, quello piccolo, alto una staccionata e nulla di piu', corre avanti a tutti. E guarda l'aquilone che sopra di lui cerca di salire ancor piu' su.
E ora immagina una tavolata, un gruppo di amici che osserva il gioco dell'aquilone.
E in particolare osserva il bambino che corre osservardo l'aquilone.
E il gruppo di amici non puo' che osservare: "prima o poi il piccolo si schianta contro l'albero".
No, non e' un albero. Perche' il piccolo e' ad altezza staccionata.
Ed eccolo, che corre incontro alla staccionata, preciso, e, senza neppure far conto con la sfortuna, volta la testa giusto per impattarsi contro l'asta della staccionata, quella ad altezza viso, precisa, non un centimetro di piu', non uno di meno.
E va giu'. Assieme all'aquilone.
Il gruppo di amici, sadici, ha riso. Il bimbo, caracollando per il prato, non ha riportato lesioni fisiche. Ma di certo d'ora in poi guardera' avanti :)
Quello che non so.
E' altamente improbabile che sappia cosa e' accaduto ieri, a poca distanza da casa mia. Un autobus fermo, due ambulanze, la polizia.. ma non ci si puo' fermare a chiedere, quindi si riparte e chissa' come sta la persona che era a terra e chissa' cos'e' successo...
Ogni giorno il mio sguardo si posa su tante cose, su tante persone e ognuna di queste si porta con se' un numero imprecisato di segreti che resteranno tali. La cosa peggiore e' che questo non accade solo con gli sconosciuti. Parli con un amico, con un conoscente, con la persona con cui stai dividendo la vita. E io non domando, tenendo per me gli interrogativi e restando nel limbo di una ignoranza forse voluta, forse indotta.