giovedì, settembre 30


E inizia una nuova giornata lavorativa!
Ufficio deserto, telefoni silenti, cielo ancora indeciso...

si, alle 8 si lavora bene :)




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mercoledì, settembre 29

Home - 4

Compriamo tutti casa... colleghi che trovano, ristrutturano, imbiancano...
Quello che non capisco e' com'e' che io sto cercando un sottoscala con bagno cieco, perche' solo questo posso permettermi, e gli altri viaggiano su case in zone di lusso, doppio bagno, tripla esposizione etc etc.... che stia a significare che fino ad oggi mi sono comportata troppo da cicala? :)



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martedì, settembre 28

19.04

Almeno mi pagano gli straordinari :)


postato da: abissi | link | commenti (5)
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Selvaggezza

Non occorre che si gridi allo scandalo, lo so da me che non e' una parola presente sul Devoto-Oli :)
Prendo spunto da un
suo post  che prende spunto da un mio commento.
Uno dei detti piu' famosi sulle Brave Ragazze e' che queste vanno in Paradiso, mentre le Cattive vanno dappertutto. Ok, detto cio', sia lei che la sottoscritta sono brave ragazze. Sono dette tali e tali si ritengono. Ma che significa essere brave?
Siamo Responsabili. Siamo Attente. Siamo Sincere (q.b.). Siamo Oneste.
Soprattutto siamo Sagge.
Ma tra Saggia e Selvaggia ci sono poche lettere di differenza. Basta trovarle, metterle a posto, ricostruire se stesse per mandare la Brava Ragazza allo sbaraglio, farle vivere le Avventure e rientrare. Perche' essere Cattive non significa necessariamente essere negative, avere malanimo, o perfidia. A volte significa solo accantonare la Saggezza, spegnere i neuroni della Responsabilita' e darsi alla Selvaggezza! E poi si mettono via quelle tre lettere, fino al prossimo attacco di Cattiveria ;)







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lunedì, settembre 27

Home - 3


La casa dov'e'? Passa la giornata in un ufficio sgarrupato, finisce la serata versando alcolici. Su di se', nei calici, al muro. Ma la casa dov'e'? Rientra a notte fonda, scalcia lontano le scarpe, che si assestano su quelle scalciate la sera prima. Fa scivolare i pantaloni, si toglie la maglietta, tutto cade sul pavimento ormai freddo. S'accascia su un letto non ancora caldo, dalla temperatura gelida del talamo solitario. Una musica inadatta solca lo spazio e arriva ai lobi, penetrando attraverso il cuscino. Non si capisce com'e', ma di notte replicano i programmi unz-unz del pomeriggio. Ma la casa dov'e'? Se lo domandano altri, se lo domanda lei, o forse no. Ma prima che si trovi la risposta, un'altra volta la sveglia suona, e le ricorda la vita fuori, fuori dalla casa, fuori dal cuore, fuori dalle palpebre. E la casa c'e'.



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