Questo dovrebbe essere il momento dei bilanci e dei buoni propositi.
Ma non ne ho mica voglia.
Magari domani :)
Ho un problema.
Non e' gravissimo. Diciamo pero' che potrebbe diventarlo. La gravita' resta relativa. Ed e' relativa al mio livello di stress. Che e' legato alla situazione ferie. Che sta in questi termini:
Ora non ne faccio. C'e' da lavorare, si resta in ufficio. Magari domani no. Pero' lunedi' si. E comunque ora pare brutto dire "vorrei sentire il caldo del sole e il rumore del mare". Non e' politically correct.
Fatto sta che a me il caldo del sole e il rumore del mare piacciono da impazzire.
Amici vanno in montagna all'inizio di febbraio. La mia reazione: "Montagna? Febbraio? freeeeeeeeeeeeeddo!! Pazzi!" Pero' potrebbero offendersi.
Ho risolto il problema cosi':
Conversazione col capo
Io: "Dato che ora lavoro, quante sono le probabilita' che possa andare in ferie a febbraio e anche verso fine marzo/aprile?"
Capo: "pochissssssssssssssime" (un capo, una certezza.)
I: "Settimana a inizio febbraio?"
C: "Saremo in pieno trasloco, direi improbabilissssssssssssimo"
I: (meno male, chi ci vuole andare, al freddo??) "e ipotizzando che il trasloco non ci sia perche' e' rimandato, aumentano? e ipotizzando invece che tutto sia sistemato, che ne pensi di meta' marzo, che cosi' festeggio al caldo?"
C.: silenzio
I.: "ottimo!"
Perche' chi tace acconsente, lo sanno tutti.
The Great Wave
Finora per me uno Tsunami era essenzialmente rappresentato dalle opere di Katsushika Hokusai.
Da "La Grande Onda", facente parte di una serie di 36 opere (chiamate appunto Trentasei panorami del Monte Fuji).
E' forse il mio quadro preferito. A cui mi sento cosi' legata da studiare, proprio in questi giorni, un tatuaggio che ne riprenda la forza.
Per me, tsunami ha sempre significato questo quadro.
Oggi la grande onda significa altro.