E quindi?
Di certo sono stati 15 giorni intensi, iniziati con una valigia in sovrappeso.
"Se riesci ad arrivare a 17 chili chiudo un occhio", commenta l'addetta al check-in. (Partendo io da Orio al Serio, la frase e' ovviamente da leggere in bresciano stretto)
Perche' questa volta, invece di preparare il solito ridottissimo bagaglio, mi sono portata magliette e maglioni, pantaloni per ogni occasione, scarpe inutili e ogni genere di crema e cremina.
Di piu'. Attrezzature elettroniche, caricabatterie, cavi e cavetti. Ancora non so perche' non ho deciso di portare il notebook. Forse mi pareva troppo.
E il volo. Parliamo del volo.
Bisogna partire di giovedi'. Di lunedi'. Di mercoledi'.
Perche' se si parte di domenica ci si deve rassegnare: i compagni di volo saranno un centinaio di teenager in pieno delirio da vacanza studio, che ti strilleranno addosso, per tutto il tempo: "Woooooooooooooooooow, il cielo e' BLUUUUUUUUUUU". Mh. Sisi. E' blu. Lo confermo. E' stato blu per tutto il viaggio. E la morettina c'ha tenuto a farmelo notare ogni 23 secondi, circa. Per questo sono cosi' sicura. E' blu.
Atterrare a Luton ha i suoi vantaggi. Ad esempio l'aeroporto e' in totale rifacimento e sono tutti un po' dispiaciuti per questo. Quindi cercano di farti uscire il piu' velocemente possibile.
Inoltre non c'e' la ressa per prendere il pullman per londra. Pullman che non si chiama pullman ma coach. Si impara sempre qualcosa di nuovo. Credevo che il coach fosse quello che allena le squadre di football. Boh. Magari si scrive in un altro modo.
Persa nelle mie digressioni sul coach, mi sono vista un'oretta di nulla tra luton e londra e un'oretta di londra, che vista cosi' non pare un granche' ma sono certa di sbagliarmi. Non mi e' parsa un granche' neppure nel viaggio di ritorno, ma li' ero stanca e volevo arrivare in fretta.
Comunque.
I bus inglesi viaggiano che e' una meraviglia.
Canterbury e' un gioiellino.
Il mio corso e' stato bellissimo.
Ho conosciuto un sacco di gente interessante.
Ho visto Dover e le sue bianche scogliere.
Ho preso il sole sulla spiaggia di Whistable. Beh, "spiaggia" e' una parola forte.... comunque sono riuscita a scottarmi.
Sono andata a teatro, al cinema, a un evento in libreria ("l'autrice legge qualche pagina del suo libro", ma non era la Rowling).
E a questo proposito.
Harry Potter era ovunque. Dappertutto. In ogni angolo.
Comprese le borse dei miei compagni di corso. Che lo leggevano durante gli intervalli.
E io per giorni e giorni (un'intera settimana) ho sofferto.
Perche' l'avevo preordinato su amazon. Gia'.
Persino alla fine, dopo il check-in, di fronte al gate, persino li' mi ammiccava da uno scaffale, invitandomi a cedere. Ma io no, stoica.
E ora tutti stanno leggendo HP, tanti l'hanno finito, c'e' chi ne parla e chi ne spoilera.
E io sto ancora qui, senza sapere.
Perche' la mia copia e' arrivata a casa dei miei, a 300km da qui.
Sigh.
Riassumendo:
Will&Grace in originale non sono piu' incomprensibili. Sto leggendo About a boy. Non ho visto Londra (quindi devo tornarci).